L'ANGELUS

(Dal libro: Padre Pio parla della Madonna)

Per P. Pio l'Angelus costituiva «un colloquio con la Mamma». Egli dice che, se era solo, attraverso questa preghiera si sentiva «consolato».

E noi abbiamo potuto leggere qualcosa del suo gaudio su quel viso splendido, quando egli recitava questa preghiera con noi. A mezzogiorno ed a sera.

Ci è caro ricordare il Padre in questo secondo momento, che a distanza di anni si tinge di leggera melanconia e di tanta nostalgia. Per immagini che riappaiono alla mente e richiami che sente il cuore!

Terminata la funzione, nella quale aveva salutato Gesù e Maria, P. Pio si concedeva un po' di respiro, un attimo di riposo dagli impegni quotidiani. In estate nell'orto del convento e, se il tempo non lo permetteva, nel salottino del primo piano, un gruppetto di pochi fortunati — confratelli, medici della Casa Sollievo della Sofferenza e qualche figlio spirituale — lo accoglieva con affetto: era la sua breve ricreazione.

È inutile dire che il centro della piccola accolta era lui.

A volte c'erano discussioni su argomenti seri. Il Padre parlava tranquillo e sapeva ascoltare, ma interveniva con forza ed efficace dialettica, quando non era persuaso di quanto si stava dicendo.

Qualche volta invece il Santo narrava con gusto episodi, aneddoti, fatterelli di ogni genere. Quando questi riguardavano la sua vita privata l'uditorio si faceva ancora più attento.

Gli poteva capitare di raccontare anche qualche barzelletta: una mimica sorprendente accompagnava la voce che assumeva toni e sfumature, che rendevano efficace l'esposizione.

In quel gioire semplice e sereno i presenti avevano la percezione di trovarsi in un mondo bello e pulito.

Poi, purtroppo per gli ospiti, P. Pio metteva fine a quel lieto momento di fraternità, ed alzandosi diceva: «Be', e adesso salutiamo la Madonna».

Il suo volto, dopo l'innocente svago, in un istante si componeva in atteggiamento devoto e raccolto, trasformandosi: i suoi tratti esprimevano quella concentrazione, che appariva in lui al mattino, quando si parava per la celebrazione della santa messa e stava per varcare la soglia, che divide il profano dal sacro invisibile. Ma qui in un'atmosfera di letizia.

Poi in latino si accingeva a fare memoria del grande mistero della Incarnazione del Figlio di Dio, facendo seguire l'Ave Maria. Ed allora sembrava che egli si sostituisse all'angelo nel salutare la Madonna, manifestando chiaramente nel viso il gaudio del figlio che colloquia con la mamma.

Alla fine dava la benedizione e si licenziava.